Note introduttive per il Movimento di Astractura

Maria Ambrosio

Ciò che costituisce un movimento sono le sue idee, i suoi principi fondativi e le linee di indirizzo che ispirano la capacità di promuovere l’azione: Astractura è un movimento artistico che nasce nei primissimi anni 2000, come insieme di persone che hanno in comune delle idee, che si manifestano come pensiero metodologicamente organizzato, rispondente ad una forma identitaria; all’interno del movimento, il gruppo artistico vede l’aggregazione di operatori d’arte che fanno proprie le ragioni del movimento e ne interpretano le linee di pensiero.

E qui comincia il serrato confronto col fondatore che, molto più puntualmente può restituire le ragioni delle sue articolate concezioni: “ Astractura trova la sua ragione di nascita nella volontà di dare corpo ad un intervento di rimodellazione della cultura di ‘deriva’ postmoderna – avviatasi con gli anni ‘80 – andando a privilegiare, nel processo complessivo della creatività artistica, gli aspetti di ‘contenuto’ piuttosto che quelli di mera esaltazione ‘formale’. In conseguenza di ciò, Astractura, metodologicamente, avrebbe privilegiato la consistenza ‘segnica’ piuttosto che la volatilità ‘simbolica’.”

Astractura è, dunque, l’idea di un processo astrattivo che si sviluppa lungo un non breve periodo di riflessione e di studio, quello in cui Rosario Pinto elabora un percorso teoretico, che avrebbe dato vita ad un movimento che possa formulare una proposta effettivamente convincente per un'arte: “… che spinge lo sguardo fino a preconizzare il futuro, verso le regioni di una avveniristica condizione postumana”.

La validità di quanto andava elaborando ed il lungo lavoro di questi anni è scandito da molte occasioni di verifica, ‘sul campo’: numerose mostre espositive nella qualità di direttore di alcune Pinacoteche pubbliche di Arte Contemporanea, la fitta attività giornalistica di settore, i numerosi volumi che produce sulla dimensione astrattiva e, più in generale, sulla Storia dell’Arte e su quella contemporanea, in particolare.

“ Può dirsi, insomma, che, forte anche degli studi di approfondimento storico, la condizione astrattiva sia quella più idonea ed opportuna per consentire una rimodellazione dei linguaggi dell’arte contemporanea in senso più generale, avendo conto, peraltro, della possibilità di leggere nel quadro della proposta ‘astrattiva’, anche tutta la ricchezza delle formulazioni di ordine ‘materico’ che hanno segnato utilmente la storia di tutto il secondo cinquantennio del ‘900, grazie agli apporti di consistenza, ad esempio, informale, nucleare, espressionista-astratta ecc.”.

Creando Astractura, Rosario Pinto fonda un movimento privo di manifesto, definendo solo una piccola griglia di ‘principi di indirizzo’ che dovranno ispirare – nel rispetto della più ampia libertà – l'azione creativa degli artisti che vorranno specchiarsi nelle ragioni di Astractura, ed al cui interno: … “potranno trovare opportunità di sviluppo le ragioni della razionalità ‘geometrica’ in incrocio con quelle della pregnanza ‘materica’, grazie alla funzione catalizzatrice della prospettiva ‘concettuale’”.

Non occorrono, dunque, regole costrittive ed obbliganti, ma occorre definire dei principi di indirizzo che valgono a stabilire per l'artista astracturista un orientamento per l'azione creativa e che Rosario Pinto fissa, indicandoli in quelli del Linearismo, della Cronotopia e del Cinestetismo :“ … che potranno svolgersi non solo come rigorosa ‘deduzione progettuale’ ma anche come valorizzazione di ‘empiti preterintenzionali’, avendo sempre ben presente il dato di fermo ancoraggio della concezione dell'opera d’arte come ‘oggetto di cultura materiale’”.

Astractura spiegherà, infatti, che la ‘materia’ non costituisce impedimento alla affermazione della ‘ragione’, fornendo, anzi, opportunità di raccogliere ed esprimere tutta la ricchezza dell’umana esperienza e della storia.

Come dichiara Rosario Pinto: “Emerge, quasi ex professo , a questo punto, la rilevanza epistemologica che Astractura mostra di avere, contando di poter essa fornire, in tale prospettiva, un additamento di metodologia critica, che vale non solo, ex post , come strumento per l’esercizio ermeneutico ed esegetico, ma anche come un fattivo suggerimento operativo, sul piano pratico, grazie all’indicazione di un’azione creativo-produttiva capace di assumere all'interno dei propri saperi e conoscenze, il portato della ricerca scientifica ed il contributo fattuale delle più significative risorse tecnologiche contemporanee. In tal senso – ma questo è solo un semplice esempio – è di particolare rilievo la formulazione di progetti di produzione creativa messi in piedi secondo procedure del tutto innovative come quelle, ad esempio, della ‘teleproduzione’, che, evidentemente, non hanno semplicemente un rilievo specifico di ordine procedurale, ma valgono a fornire una proposta di riequilibrio del modo di fare e di veicolare il messaggio artistico all’interno del cosiddetto ‘sistema dell’arte’ ”.

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